Josef Koudelka

Josef Koudelka

In questo post voglio parlare di un fotografo che mi ha incuriosito molto. Josef Koudelka è un personaggio più che un grande fotografo, il suo spirito avventuriero e umile, un po da eremita solitario, il suo stile di vita da “nomade” che lo ha spinto ovunque, passando 16 anni della sua vita a giro per il mondo, ospite di amici e altri fotografi ed agenzie fotografiche, una vita da “vagabonding” ma con le sue macchine fotografiche sempre dietro. Questo fotografo dimostra che la fotografia, soprattutto la documentaristica è una passione innata che ti porti dentro, che ti può privare di tante cose, spesso inutili, che ti fa rinunciare a tutto, ma il tuo occhio e spirito di osservazione serve per aprire gli occhi di altri su realtà, culture e accadimenti che spesso restano lontani e silenziosi.

Inizialmente diede sfogo al suo interesse servendosi di un apparecchio 6 x 6 in bakelite che utilizzava per fotografare la famiglia e i dintorni dell’abitazione.

Nel 1961 conseguì un titolo accademico presso l’Università tecnica di Praga, tenendo in quello stesso anno la prima mostra di fotografie. In seguito lavorò come ingegnere aeronautico a Praga e Bratislava.

Iniziò a ottenere commissioni da riviste di teatro, e in questo modo, con una vecchia Rolleiflex, iniziò a fotografare con regolarità il dietro le quinte delle produzioni sceniche del Teatro di Praga. Nel 1967 Koudelka decise di rinunciare alla carriera di ingegnere per dedicarsi completamente alla fotografia.

La Primavera di Praga

È molto nota la testimonianza fotografica che ha offerto sulla fine della Primavera di Praga: Koudelka era rientrato da un viaggio per un servizio fotografico sugli zingaridella Romania, appena due giorni prima dell’invasione sovietica, nell’agosto 1968. Svegliato da una telefonata si precipitò in strada mentre le forze militari del Patto di Varsavia entravano a Praga per soffocare il riformismo ceco. I negativi di Koudelka lasciarono Praga seguendo canali clandestini, nelle mani dell’agenzia Magnum Photos, e finirono per essere pubblicate sul periodico The Sunday Times, in maniera anonima, contrassegnate unicamente dalle iniziali P.P., sigla di Prague Photographer (“fotografo di Praga”), nel timore di rappresaglie contro di lui e la sua famiglia.

Le sue immagini di quegli eventi divennero drammatici simboli internazionali. Nel 1969 l'”anonimo fotografo ceco” fu premiato con la Robert Capa Gold Medal dell’Overseas Press Club, per la realizzazione di fotografie che richiedevano un eccezionale coraggio. Josef Koudelka durante la processione del Venerdì Santo a Collesano – Pasqua 1987

Asilo politico in Europa

Grazie all’interessamento della Magnum presso le autorità britanniche, poté ottenere un visto per lavoro di tre mesi con cui volò nel 1970 in Inghilterra, dove fece richiesta di asilo politico. Nel 1971 entrò nell’agenzia fotografica Magnum Photos e vi rimase per più di una decade. Nomade nel cuore, continuò a vagare per l’Europa armato della sua fotocamera e con poco altro.

Negli anni settanta e ottanta, Koudelka proseguì il suo lavoro grazie al sostegno di numerosi riconoscimenti e premi, continuando ad esporre e pubblicare importanti progetti come Gypsies (1975, il suo primo libro) e Exiles (1988, il secondo). Dal 1986 ha lavorato con una fotocamera panoramica e una selezione delle foto ottenute è stata pubblicata nel libro Chaos, del 1999. Koudelka ha pubblicato oltre una dozzina di libri di sue fotografie, inclusa la più recente opera, il volume retrospettivo Koudelka, del 2006.

Nel 1987 divenne cittadino francese, mentre poté tornare per la prima volta in Cecoslovacchia solo nel 1991. Il risultato del suo rientro in patria fu Black Triangle, un’opera in cui documentava il paesaggio devastato del suo paese.

Nel 1994 fu invitato al seguito del regista Theo Angelopoulos, impegnato nelle riprese del film Lo sguardo di Ulisse, compiendo con lui, fino alla morte di Gian Maria Volonté, un itinerario attraverso GreciaAlbaniaJugoslavia e Romania[1][2][3].

Koudelka risiede in Francia e a Praga. È padre di tre figli, ciascuno nato in un paese diverso: una figlia in Inghilterra, un’altra figlia in Francia, Lucina Hartley Koudelka e un figlio in Italia, Nicola Koudelka.

Inoltre tra le su foto che potrete trovare nei sui libri che elencherò sotto, io sono molto attratto, vista la difficoltà, dalle sue prime foto che all’inizio lo hanno portato in teatro.

Qui sotto alcuni dei sui 12 libri pubblicati che vi raccomando di comprare

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